Hai deciso di creare un sito web multilingua in WordPress, ma vuoi partire con il piede giusto.

Allora sei sulla pagina giusta perché in questo articolo ti daremo tutte le informazioni fondamentali da sapere prima di metterti all’opera.

Se ti stai chiedendo quale plugin WordPress utilizziamo per la creazione di un sito web WordPress multilingua, la risposta è semplice: utilizziamo WPML (WordPress Multi Lingual).

Per capire il perché di questa scelta leggi l’articolo 3 migliori plugin WordPress per un sito Multilingua.

I siti multilingua possono aprirti nuovi canali di business e, se fra il tuo target non ci sono solo clienti italiani, allora non c’è tempo da perdere.

Un sito unico o più siti differenti?

Si potrebbe pensare che per fare un sito WordPress multilingua, bisogna costruire diversi siti con altrettanti installazioni.

Ma questo non è il modo giusto di procedere, poiché il lavoro che dovresti fare è immenso se paragonato alla semplicità che garantisce un plugin multilingua come WPML.

Ad esempio: se carichi un’immagine per una news, se cambi le impostazioni del tema, se modifichi la sidebar, se cambi dei widget e così via, dovrai eseguire il lavoro per ogni versione del sito.

Per non parlare delle normali operazioni di manutenzione, come l’aggiornamento di WordPress, tema e plugin. Sarebbe un’operazione da eseguire per tutte le lingue del tuo sito.

Tramite WPML invece è possibile gestire tutto all’interno di un’unica area admin di WordPress.

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Struttura del sito multilingua – le URLs

Un solo dominio con sotto cartelle

Esempio: miosito.it, miosito.it/en/, miosito.it/fr/

Usare un unico dominio con struttura a sotto directory è uno dei metodi più semplici da realizzare dal punto di vista tecnico.

Questa soluzione è importante anche per la SEO poiché distribuisce il valore del dominio (per i motori di ricerca) su tutte le versioni.

Un dominio per ogni lingua

Esempio: miosito.it, miosito.fr, miosito.es

È consigliato per le grosse aziende che hanno sedi in vari paesi, poiché, per gli utenti, ispira più fiducia vedere il dominio (top level domain – TLD) nella propria lingua.

Usare domini separati è un po’ più complicato in fase di configurazione, poiché ci sono delle impostazioni da curare lato DNS e server.

Diversi sotto domini

Esempio: en.miosito.it, fr.miosito.it, es.miosito.it

Usare i sotto domini non è fra le mie scelte preferite.

Con questa soluzione rimaniamo sempre nello stesso dominio, ma a livello di configurazione si presentano difficoltà maggiori.

Onestamente, visto che è un’opzione che non porta benefici particolari, direi che possiamo evitare di considerarla.

Passaggio di variabili nella URL

Esempio: miosito.it?post=34&lang=en

È il metodo più arcaico ed è assolutamente da evitare, sopratutto a livello di indicizzazione e posizionamento all’interno dei motori di ricerca.

In questa modalità non hai la possibilità di utilizzare uno degli aspetti più importanti della SEO, ovvero le parole chiave all’interno della URL.

Ad oggi, anche se non stai realizzando un sito multilingua, avere le pagine o gli articoli raggiungibili con questa tipologia di URL è sbagliato.

È per questo che esistono i permalink di WordPress e le famose “pretty URLs” come miosito.it/chi-siamo.

SEO e i siti multilingua

Colleghiamoci a quanto appena detto ricordando quali sono i fattori tecnici fondamentali per indicizzare e posizionare una pagina all’interno dei motori di ricerca.

Quando Google propone un contenuto per una chiave di ricerca fatta dall’utente, deve scegliere la pagina o l’articolo che reputa di maggiore qualità per quello specifico utente.

I fattori che analizza l’algoritmo sono tantissimi, ma il primo step da superare a livello tecnico è fare capire a Google che quella nostra pagina parla esattamente dell’argomento richiesto dall’utente in fase di ricerca.

Per farglielo capire dobbiamo posizionare la chiave di ricerca (ovvero le parole chiave) all’interno di determinati punti della pagina:

  • Nella URL
  • Nel titolo della pagina e sotto titoli (h1, h2, h3)
  • Nei Meta title e meta description (sono il titolo e la descrizione che vediamo nella pagina di Google quando ci restituisce dei risultati)
  • Nei contenuti della pagina

Pertanto se hai un sito in più lingue devi avere la possibilità di tradurre ognuno di questi elementi in totale indipendenza.

Ma non solo.

A livello tecnico ci sono altre accortezze a cui pensare, come l’inserimento del tag hreflang in un determinato punto del codice HTML.

Con questo tag diciamo ai motori di ricerca “Hey Google, questo contenuto è in inglese, ma lo puoi trovare anche in diverse altre lingue, come l’italiano, il francese ecc… ecco le URLs.

Molti plugin per creare siti multilingua non hanno queste funzioni, ma con WPML non ci sono problemi.

Potrai tradurre tutti gli elementi appena citati e, per quanto riguarda il codice HTML, farà tutto lui in automatico.

Compatibilità fra temi e plugin

Spesso al supporto ci scrivono utenti che vogliono realizzare un sito web multilingua ma hanno paura della compatibilità del tema e dei vari plugin.

Questa è un’importante perplessità ed è giusto porsela in fase di progettazione, a maggior ragione se hai deciso di utilizzare plugin e temi non professionali o di “dubbia qualità”.

Noi realizziamo siti professionali e non ci piace avere problemi – approfondimento: Migliori Temi per WordPress

Pertanto scegliamo solo ciò che reputiamo il meglio sul mercato in termini di affidabilità, qualità e design.

WPML, così come altri plugin come WooCommerce, sono fra i più utilizzati al mondo e di conseguenza gli sviluppatori di temi professionali hanno un occhio di riguardo per questi plugin.

Come prima cosa li rendono compatibili e, all’aggiornamento di un plugin, intervengono immediatamente per controllarne la compatibilità.

In secondo luogo, molto spesso, creano delle funzioni dedicate proprio per fare interagire meglio il tema con i loro plugin.

Visto che conosciamo i prodotti che utilizziamo ormai non controlliamo più la compatibilità fra tema e WPML, ma al massimo con qualche plugin particolare.

Se sei all’inizio e vuoi controllare la compatibilità di un tema o di un plugin con WPML allora puoi andare su queste pagine:

Verifica la compatibilità fra WPML ed un tema

Verifica la compatibilità fra WPML ed un plugin

Molto importante: WPML consente anche la traduzione di qualsiasi testo presente all’interno di un tema e plugin, fattore che lo rende veramente unico.

Lingua in base al visitatore e cambio lingua sincronizzato

Una delle domande più frequenti quando dobbiamo realizzare un sito multlingua è “Vorrei che all’utente si presentasse la versione del sito nella sua lingua“.

Questa è una richiesta giusta da parte di un cliente che non ha mai realizzato un sito in più lingue, per due motivazioni.

  1. Contenuti in base alla geolocalizzazione – se un utente italiano si collega dal Brasile vuole i contenuti in brasiliano?
  2. Contenuti in base alla lingua del sistema operativo / lingua del browser – se un utente italiano ha installato Windows o Chrome in inglese ma vuole un contenuto in italiano?

La scelta giusta per me è presentare i contenuti a seconda della tipologia di richiesta fatta.

Se faccio una ricerca in italiano voglio leggere contenuti in italiano e lo stesso vale per le altre lingue.

Invece è importante che sul sito ci siano tutti gli strumenti chiari ed evidenti per permettere all’utente di cambiare lingua nel caso lo richiedesse.

Inoltre i contenuti devono essere sincronizzati.

Se per esempio mi trovo su un articolo in inglese e voglio leggere la versione italiana, allora devo solo premere la bandierina italiana per essere indirizzato su quel preciso contenuto (non sulla home page italiana che obbliga a ricercare l’articolo sfogliando altre cento pagine).

A prescindere se sei d’accordo con me su quanto detto, o se hai altre esigenze, devi sapere che WPML ti permette di impostare le impostazioni che preferisci anche per questo argomento.

Traduzione degli elementi media / immagini

Se il tuo sito fa grande utilizzo di elementi media, come le immagini, allora devi pensare alla gestione separata per ogni lingua anche di questi elementi.

Ovvero devi avere la possibilità di tradurre tutti i contenuti a questi associati: titolo, descrizione, alt dell’immagine ecc…

Sono aspetti che possono essere ignorati agli inizi della costruzione di un sito in più lingue, ma che dopo un po’ di tempo “vengono a galla“.

Non parlo solo per la versione del sito lato utente, ma anche per l’indicizzazione nei motori di ricerca.

Infatti il testo alternativo (alt) è quanto di più utile si possa utilizzare per comunicare ai motori di ricerca il contenuto di tale immagine.

Inoltre il tag alt viene interpretato dagli screen reader, strumento utilizzato dai disabili che non possono vedere i contenuti sullo schermo.

WPML ha creato un modulo dedicato a questo argomento: il Media Translation che risolve anche questa esigenza.

Elementi da tradurre in un sito WordPress multilingua

Quando si parte con la creazione del proprio sito in più lingue si pensa solo ai contenuti delle pagine e degli articoli, ma c’è molto di più.

Ci sono tanti altri aspetti da considerare a cui magari non avevi pensato.

Impostazioni generali

Solitamente in questa fase si decidono la lingua principale, la posizione del menu per la scelta della lingua, il comportamento da dare al sito quando alcune pagine della lingua principale non sono state tradotte e altri dettagli.

Traduzione dell’interfaccia

La traduzione dell’interfaccia a volte viene un po’ trascurata.

Devi pensare che bisogna tradurre qualsiasi testo presente sul tuo sito, dalle intestazioni al footer, agli elementi nella sidebar, fino ad arrivare ai singoli widget.

Traduzione delle pagine principali

Prima di procedere con gli articoli, solitamente è meglio dedicarsi alle pagine “istituzionali”, come per esempio Chi Siamo, L’Azienda, I Servizi ecc…

Traduzione di moduli di contatto

Di plugin che creano moduli di contatto ce ne sono molti, ma non tutti potrebbero essere compatibili.

In fase decisionale quindi, non devi solo verificare la compatibilità con il tema stesso, ma anche con gli altri plugin che hai installato.

Ricordati che per “traduzione di un form – modulo di contatto” non intendo solo le voci che lo compongono, ma anche tutti i messaggi di conferma o errore che questo può generare.

Traduzione di slide animate e simili

Lo stesso discorso vale per le slide che possono essere presenti nelle varie pagine.

Il plugin che scegli deve darti la possibilità di potere inserire la versione tradotta delle animazioni per ogni rispettiva sezione.

Traduzione delle categorie e dei tag

Prima di passare alla traduzione degli articoli, consiglio di fare la traduzione delle categorie e dei tag, almeno per quelli presenti attualmente sul tuo sito.

Successivamente, quando creerai categorie o tag nuovi, ricordati, proprio per una questione di ordine, di andare a inserire subito le rispettive traduzioni.

Traduzione degli articoli

Eccoci alla traduzione degli articoli. Visto che di solito è la parte più cospicua di un sito, allora rimboccati le mani e parti con il lavoro.

Traduzione dei menu

Siamo quasi arrivati alla fine, rimane solo la traduzione dei menu.

WPML contempla la funzione per sincronizzare le voci automaticamente, ma puoi anche decidere di gestire i menu a mano, a te la scelta.

Gestione di un gruppo di lavoro / traduttori

Gestire un sito WordPress multilingua comporta lavoro dal punto di vista editoriale.

Dovrai pertanto pensare alla modalità di lavoro con cui interfacciarti con i collaboratori / traduttori.

Da solo

Lavori al tuo sito da solo.

Passi i testi a dei traduttori tramite email con documenti di Word, o simile, e ti occupi tu del caricamento così come della gestione del flusso di lavoro.

Con un team di lavoro / traduttori

Grazie a WPML puoi creare degli utenti con il ruolo di Traduttore e puoi assegnare loro la lingua e il contenuto specifico che devono tradurre.

In questo modo avranno l’accesso solo alle pagine da tradurre e non potranno interferire con gli altri aspetti di amministrazione.

Anche tutto il sistema di gestione del flusso di lavoro è gestito interamente dall’interfaccia di WPML.

Se non conosci traduttori, WPML offre anche questo servizio mettendoti automaticamente in contatto con professionisti che conoscono questo strumento.

Con traduttori automatici

Per creare un sito in più lingue non puoi affidarti ciecamente a strumenti come Google Translate.

Ad oggi ci sono strumenti automatici per le traduzioni migliori di quello.

WPML offre anche il servizio di traduzione automatica.

Un traduttore automatico per cui ti ritroverai i tuoi contenuti inseriti direttamente nel tuo sito web.

Detto questo si consiglia comunque la revisione “umana” dei contenuti tradotti automaticamente.

Il video corso GRATUITO di WPML e Webipedia

L’esigenza di avere un sito in più lingue sta aumentando ogni giorno.

Pertanto abbiamo deciso di realizzare un intero video corso dedicato a questo argomento.

È completamente gratuito!

Se sei in procinto di incominciare l’avventura internazionale con il tuo sito, ti auguro una buona visione.

Video Corso per creare Siti Multilingua con WPML e WordPress.

18 commenti
  1. SERENELLA MESSINA
    SERENELLA MESSINA dice:

    Ciao Innanzitutto devo ringraziarvi perchè con il vostro aiuto ho finalmente realizzato il sito della mia casa vacanza e del piccolo borgo dove si trova. Ho seguito le lezioni di Andrea e ho imparato molto, (compatibilmente alle mie capacità). Sempre seguendo le vostre indicazioni ho iniziato a internazionalizzarlo con le pagine in Inglese e ora sto realizzando quelle in francese. Mi rimane un enorme dubbio : Il Titolo della Home Page va tradotto? In Italiano il nome del dominio e la home coincidono. “Sere nel borgo Castè” . La home in Inglese sarebbe Sere ( che sono io) in Castè Village, così la parola chiave in inglese è Castè Village e il punteggio seo è buono ma non coincide più con il dominio nè con le impostazioni automatiche che danno come Home Page il titolo con /en o /fr. Tenere il titolo originario con l’estensione en o fr avrebbe diversi vantaggi , non ultimo il fatto che Castè è proprio un borgo e non un villaggio, ma a quel punto dovrei decidere se scegliere un’altra parola chiave che però non corrisponderebbe più al titolo seo . Insomma vedo pro e contro e non so decidermi . Potete aiutarmi ancora? Grazie Mille Sere

    Rispondi
    • Lorenzo
      Lorenzo dice:

      Ciao Serenella,
      va benissimo la traduzione in inglese. Penso che vai a targhettizzare la keyword borgo Castè.
      Non importa che non è uguale al dominio. Ormai nel 2021 il fatto che la keyword si trovi anche nel dominio è relativo.
      Certo per la keyword principale di tutto il sito potrebbe essere ok, ma non è essenziale.
      Piuttosto concentrati a creare contenuti validi che targhettizzino quella keyword ed a ottenere backlink di valore.

      Buona giornata

  2. daniele novelli casarelli
    daniele novelli casarelli dice:

    Salve,
    ovviamente complimenti per l’articolo.
    La domanda è, nel caso di un sito basato sulle recensioni con relativa affiliazione Amazon…..utilizzando un plugin come AAWP che non è, ma neanche i loro proprietari ne sono sicuri al 100%, compatibile con WPML come è bene muoversi? avete avuto esperienze in merito?
    In questo caso particolare forse sarebbe bene optare per avere un sottodominio per ogni lingua, oltretutto, esulando dal discorso delle affiliazioni, un sottodominio ti permette di impostare con Google Search Console la nazione dove si vuole operare…..

    Grazie e buon lavoro

    Rispondi
    • Lorenzo
      Lorenzo dice:

      Ciao Daniele,
      con un test su un sito di prova si risolvono sempre tutti i dubbi.
      Se vuoi verificare la compatibilità fra quei due plugin, allora fatti un sito di development e prova il tutto.

      Per la creazione del sito consiglio sempre lo stesso l’utilizzo di WPML.

      Infatti questo plugin si occupa di inserire il codice html corretto per segnalare a Google tutte le traduzioni per cui quel contenuto è disponibile.
      Inoltre WPML lo puoi utilizzare anche con:

      – Struttura a sottocartelle – sito.it/en, sito.it/de
      – Struttura a sottodomini – en.sito.it, de.sito.it
      – Struttura a TLD differenti – sito.it, sito.de

      Per quanto riguarda Search Console non centra quale di queste 3 scelte fai.
      Per esempio se hai una struttura a sottocartelle puoi comunque creare delle diverse proprietà, una per sito.it, un’altra per sito.it/en ecc… e targhettizzare il pubblico per ognunoa di queste. Non ti devi nemmeno preoccupare per le sitemap, basta che invii quella del sito “madre”, per esempio il .it, perchè all’interno ogni pagina che Google scansiona WPML ha messo dentro i tag hreflang per cui dice a Google dove trovare ogni traduzione in lingua.

      Buona giornata

  3. Roberto
    Roberto dice:

    Salve,

    complimenti intanto per il sito: un mix intelligente e ben equilibrato di consigli pratici, divulgazione, storytelling e (ovviamente) marketing pubblicitario.

    Vorrei porre una domanda a proposito dell’esigenza di riuscire ad internazionalizzare il proprio bacino di utenza con l’impiego di più lingue.
    Manco a dirlo, nel web l’inglese è di default, anche se in tal caso la concorrenza si fa sterminata e spietata, ma temo che l’italiano potrebbe rivelarsi una scelta molto limitante per il successo del mio futuro business on line (vorrei vendere dei corsi di scienze e tecnica con l’impiego di MS Excel).
    Escludendo le lingue slave e asiatiche (che non conosco assolutamente !), in base alla vostra generale esperienza o a rapporti statistici eventuali a tale proposito:
    su quale altra lingua puntare in fase iniziale, per attirare più utenti paganti ?
    Ho conoscenze (decenti) di spagnolo, portoghese e francese.
    Ignoro se il russo potrebbe essere una scelta strategica interessante, ma di certo non comincerei con quella lingua e assolutamente non da solo… ogni cosa a suo tempo
    Grazie mille

    Rispondi
    • Lorenzo
      Lorenzo dice:

      Ciao Roberto,
      ottima la tua domanda. In diversi progetti sviluppati in tutti questi anni ce la siamo posta anche noi.

      Non possiamo però stendere delle linee generali dicendo “questa lingua funziona, questa no, questa così così”.
      Infatti tutto dipende dal tema trattato. Ogni nazione è diversa, gli utenti sono diversi, con culture e interessi differenti.

      Per certe lingue il posizionamento è più facile perché c’è meno competizione, per altre è più complesso.
      Ma tutto poi deve essere riportato ai guadagni. Infatti puoi avere tantissimo traffico nella lingua X, ma con poco profitto.
      Viceversa puoi avere meno traffico nella lingua Y, ma che converte da favola.
      Bisogna riflettere quindi su quanta competizione ha la lingua X rispetto alla Y e alla fine tirare la linea.
      La linea è (Ingressi-Spese) / Tempo.

      Alla base dovresti fare una ricerca, magari partendo dall’analisi delle keyword su cui vuoi puntare, facendola mirata sui paesi e lingue.
      Dovresti navigare nella rete in quella determinata lingua per capire, per esempio nei forum o nei blog, se ci sia veramente domanda.
      Dovresti partire a step, non decidendo per esempio “Ok, faccio il polacco” e buttandoti in 6 mesi di lavoro per qualcosa che non sai se funziona.
      Fai poco alla volta e cerca di ottenere feedback, raccogliere dati.

      Se mi chiedessi in quale lingua vorrei avere un progetto di successo, allora sicuramente ti direi l’inglese.
      Questo perché si prendere un bacino di utenti devastanti. Non solo i madre lingua, ma anche tutto il resto del mondo che conosce e sa parlare l’inglese.
      Soprattutto per i video corsi. Personalmente tutta la mia formazione l’ho sempre fatta in inglese. Partecipo a corsi e seminari in inglese, però certo bisogna sapere masticare bene questa lingua. Il fatto che in italia questa sia una carenza è stato uno dei fattori che ci ha fatto decidere di creare Webipedia. C’era domanda, ma poca offerta. Detto questo l’inglese è fra la lingue più complesse per il posizionamento sui motori di ricerca, ma anche per il traffico a pagamento (e se è così è perché evidentemente c’è un ritorno).

      Inoltre, molto importante, se si decide di fare un progetto in una determinata lingua, bisogna avere padronanza di questa, soprattutto se è presente del Customer Support dopo la vendita, come appunto i video corsi. Mi immagino di dover seguire un progetto come Webipedia in inglese… anche se lo so scrivere bene ne potrei uscire pazzo e soprattutto sarei costretto a dedicarci molto più tempo (questa riposta in inglese probabilmente mi avrebbe levato 3 ore di lavoro, con il rischio di fare anche errori grammaticali e di sintassi, cosa da cercare di evitare).

      Buona giornata

    • Lorenzo
      Lorenzo dice:

      Ciao Aron,
      puoi installare WPML su qualsiasi sito sviluppato in WordPress.
      Infatti WPML è l’acronimo di WordPress Multi Language ed è il plugin perfetto per cerare siti in più lingue con WordPress.
      Se il tuo sito lo è, allora prova a dare un’occhiata al introduzione video del nostro corso su WPML.

      Buona giornata

  4. Giulio
    Giulio dice:

    La mia domanda circa l’opportunità di iniziare subito anche con l’inglese era più relativa a eventuali difficoltà tecniche o simili che si incontrerebbero aggiungendo al sito un’altra lingua in un secondo tempo. Insomma il mio è un problema di soldi. Essendo il sito la vetrina di un testo letterario (che col tempo vorrei monetizzare) devo affrontare spese consistenti per la traduzione e altre (tra cui WPML e i video corsi) che mi impongono di andarci piano…

    Rispondi
    • Lorenzo Novia
      Lorenzo Novia dice:

      Ciao Giulio,
      capisco il tuo punto di vista.

      Penso allora che la strada giusta sia quella di incominciare con la versione italiana e di fare un passo per volta.
      Impara bene prima ad utilizzare WordPress nel caso fossi alla prima esperienza.
      Così come devi fare pratica con gli utenti e capire il tuo traffico.

      Un’ultima riflessione per il tuo progetto è quella che dovresti capire se il pubblico italiano potrebbe essere interessato quanto quello di lingua inglese alla tua idea e ai tuoi contenuti. Considerato però il fatto che devi far fare le traduzioni (se son tante pagine ti prenderà molto budget), allora non prenderei rischi e farei questa prima esperienza con gli utenti italiani.

      In bocca al lupo!

  5. Giulio
    Giulio dice:

    Gentile Lorenzo,
    avrei ancora un paio di domande. 1) Sai se è possibile acquistare WPML nella forma economica e
    in un secondo tempo, eventualmente, passare a quella più completa?
    2) Noi stiamo mettendo a punto il nostro sito in italiano e siamo quasi pronti per fare tutto ciò che è
    necessario fare per divulgarne i contenuti. A tuo avviso è meglio iniziare SUBITO con un sito bilingue
    (italiano – inglese) o non ha molta importanza se più tardi lo adeguiamo anche all’inglese?

    Rispondi
    • Lorenzo Novia
      Lorenzo Novia dice:

      Ciao Giulio,
      il mio consiglio è quello di incominciare il prima possibile.
      Un dominio ci mette del tempo per acquistare “authority” pertanto procedi e segui i passi di questi video e incomincia con la creazione della lingua base.

      Per quanto riguarda i diversi servizi di WPML, guarda qui. Come vedi il servizio offerto dalla prima colonna è sprovvisto di molte funzioni, fra cui la traduzione dei widget, elementi del tema e plugin.
      Questo ti porterà ad avere grattacapi e a dover provvedere alla traduzione con altri sistemi. Quindi te lo sconsiglio.

      Se il tuo è un progetto serio in cui è previsto del budget, e sai già da subito che verrà fatta la versione inglese, allora ti consiglio dal inizio di prendere WPML Lifetime. Altrimenti procedi con quello annuale e, dopo un anno, deciderai se investire nel life time o meno. Anche se in questo modo andrai a spendere $79 di più, ma avrai più tempo per decidere.

      Ti segnalo, qualora non l’avessi visto, il nostro corso su WPML per creare siti multilingua con questo plugin.

      Buon lavoro!

  6. Giulio
    Giulio dice:

    Da amici ricevo il consiglio che sarebbe meglio utilizzare un dominio specifico per l’altra lingua, nel mio
    caso l’inglese, e non il PLUGIN (per altro ottimo WPML) perché ne sarebbe favorita la complessiva indicizzazione di Google. Cosa ne dite voi in proposito?

    Grazie.

    Rispondi
    • Lorenzo Novia
      Lorenzo Novia dice:

      Ciao Giulio,
      non sono di questa opinione.

      Ti basta pensare solo al lavoro che devi fare a livello SEO per fare prendere “valore” al tuo dominio, per dargli authority.
      Inoltre utilizzando un plugin come WPML, Google sa per ogni pagina qual è la relativa traduzione, ovvero i contenuti sono tutti “collegati”.

      Se ti è stato dato questo consiglio per il fatto di potere scegliere, per il nome dominio, la tua principale keyword (esempio: cotoletta-milanese.it), allora devi sapere che questo fattore è sceso di molto come elemento di posizionamento, proprio perché stra-abusato.

      Ricordati che quando crei un sito, crei un brand, il tuo marchio.
      Punto su un nome che sia tale, che rimanga in mente.
      Abbiamo questa lezione gratuita su come scegliere un nome nome dominio.

      Buona giornata

  7. giulio
    giulio dice:

    La mia domanda è: quando il mio sito bilingue (italiano – inglese) tradotto da WPML sarà in rete che cosa accadrà a un utente inglese o americano?. Intendo dire: un utente che capita sul mio sito lo vede e ne può usufruire immediatamente nella sua lingua, cioè l’inglese? Grazie.

    Rispondi
    • Lorenzo Novia
      Lorenzo Novia dice:

      Ciao Giulio, dipende dal plugin che usi e dalle disponibilità che ti fornisce.
      Se utilizzerai il plugin WPML, allora nelle sue impostazioni potrai decidere cosa vuoi che accada.
      Potrai impostare un reindirizzamento a seconda della rilevazione della lingua del browser oppure, scelta consigliata, non fare nessun redirect.

      Buona giornata

    • Lorenzo
      Lorenzo dice:

      Buongiorno Fabio,
      grazie per la tua domanda.

      Devi sapere che all’interno del codice HTML del tuo sito ci sono delle indicazioni – html lang=”it-IT” – che indicano la lingua utilizzata per i contenuti della pagina.

      È anche vero che Google deduce la lingua dall’analisi delle parole presenti nel tuo articolo, ma in linea di massima non è una prassi che consiglio. Bisognerebbe capire nello specifico la tua esigenza e trovare una soluzione di conseguenza.

      Per esempio se non vuoi tradurre tutto il tuo sito, ma vuoi proporre agli utenti inglesi solo parte di questo, allora ti consiglio comunque di fare la versione inglese, in cui non sei costretto a tradurre tutto.

      Nel plugin WPML c’è questa possibilità, ovvero quella di non proporre i contenuti non tradotti.

      Buona giornata

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